Home » Pizzo (Vibo Valentia)

Pizzo (Vibo Valentia)

by admin

Pizzo è un comune calabrese della provincia di Vibo Valentia, con circa 9.000 abitanti, detti Pizzitani o Napitini, perché sarebbe sorto sul luogo dell’antica Napitium. E’ posto sul pendio di una rupe di tufo dell’altopiano del Poro, affacciato sugli splendidi paesaggi della Costa degli Dei, nel Golfo di Sant’Eufemia.

Pizzo -Vibo Valentia – foto di Alfredo Valente

La principale attività economica, insieme al turismo, è la pesca e l’esportazione del tonno.
Ci sono notizie certe dell’esistenza di una fortezza e di un borgo a partire dal 1300, e dell’esistenza della comunità di monaci Basiliani
Il nome Pizzo (becco d’uccello, punto sporgente) è decisamente appropriato al promontorio tufaceo a 44 metri a strapiombo sul mare, elevandosi dalla foce del fiume Angitola, fino alla spiaggia della Marina, dove fu collocato nel XV secolo il piccolo forte Aragonese, detto oggi Castello Murat, per i tragici eventi del 13 ottobre 1815.

Pizzo – Vibo Valentia -Chiesa dell’Immacolata (1630) foto di Alfredo Valente

La posizione forte e il castello favorirono la crescita del borgo marinaro, anche per la fortunata attività di pesca del tonno. Per secoli i tonni, numerosissimi, nel periodo di maggio giugno, raggiungevano le coste del golfo di S. Eufemia, dove sorsero le tonnare di Bivona e di Pizzo.
Nelle rocce a mare ci sono le tracce di questa attività. È crollato l’arco di pietra che teneva il cavo, ma si notano piscine, scale, scavi, vaschette. Nel mare appaiono sommersi oggi cinque lunghi moli perpendicolari, in località Prangi /CentoFontane / grotta del Bue.
Nella zona Piedigrotta /Prangi sono quasi crollate le grotte del Bue (ancora nell’ottocento c’era la foca monaca, detta bue marino) e del Saraceno /Centofontane.
L’immensa grotta del Saraceno, oggi pericolante, secondo la tradizione era usata dai pirati saraceni come deposito delle prede e delle persone catturate nelle incursioni nei paesi vicini. Pizzo era famosa in epoca borbonica come località di arrivo della nave postale da Napoli e come fornitore di pesci prelibati, soprattutto il tonno, fresco o sott’olio, anche per i re Borbone.


Il Castello
Il castello testimonia la presenza degli aragonesi nel XV secolo.

Pizzo – Vibo Valentia – Il castello aragonese – by www.castellomurat.it


Proprio nel il castello Aragonese fu tenuto prigioniero e poi condannato a morte Gioacchino Murat, re di Napoli e cognato di Napoleone Bonaparte. Venne fucilato il 13 ottobre 1815, dopo alcuni giorni di prigionia e un processo fatto nella sala principale del castello: fu poi sepolto nella chiesa di San Giorgio. Oggi il castello aragonese viene denominato Castello Murat. All’interno c’è il museo provinciale murattiano, con una ricostruzione storica degli ultimi giorni di vita di Murat.
Nel complesso il Castello conserva l’aspetto originario. Si sviluppa su una pianta quadrangolare inscritta in un trapezio di metri 50x74x38×74.

Pizzo – Vibo Valentia – Il castello aragonese – foto di Alfredo Valente

Un tempo era presente un ponte levatoio.
Il terremoto del 1783 lo danneggiò distruggendo le camere superiori, poi riedificate nel 1790.

A pochi chilometri dal centro di Pizzo si trova la suggestiva Chiesa di Piedigrotta. Scavata nella roccia, venne costruita per un voto alla Madonna da un gruppo di marinai.

Chiesa di Piedigrotta, la meraviglia scavata nella roccia di Pizzo

vedi anche